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Tempio Crematorio di Mappano

l'Associazione

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STORIA


L'idea di costituire a Torino una società per la diffusione della pratica cremazionista risale al periodo in cui la città si afferma come uno dei centri irradiatori, a livello europeo, del pensiero scientifico-positivista, grazie all'opera di Jacob Moleschott, dal 1861 docente di fisiologia presso l'Università torinese.
Uno dei suoi allievi, Giacinto Pacchiotti - titolare dal 1864 della cattedra di patologia e clinica chirurgica e principale esponente torinese della Società Italiana d'Igiene - , nella sua qualità di consigliere e di assessore, è tra i primi a sollevare all'interno del Consiglio comunale il problema della cremazione. Nel gennaio 1882, si costituisce un "Comitato promotore per l'erezione di un Crematoio in Torino", su proposta di Cesare Goldmann, israelita, originario di Trieste, impegnato in numerose iniziative di filantropia laica e attivo all'interno dell'associazionismo politico di matrice democratica.
Il comitato è presieduto da Secondo Laura, docente presso la facoltà di medicina e chirurgia, e conta tra i suoi membri Luigi D' Ancona (laureato in giurisprudenza, professore di economia politica, industriale e di statistica presso il Regio Istituto Industriale), Gaetano Ferroglio (professore di statistica presso la facoltà di giurisprudenza), Luigi Anelli (ingegnere, assistente alla cattedra di chimica tecnologica presso il Regio Museo Industriale), e Luigi Piranesi.
A sostegno del comitato si schierano anche i due principali organi di stampa cittadini - la "Gazzetta del Popolo" e la "Gazzetta Piemontese" - i cui direttori, G. B. Bottero e Luigi Roux, risulteranno tra i primi Soci iscritti alla Società di Cremazione quando si costituirà. Queste testate verranno inserite nel 1889 tra i Soci benemeriti. Importante, fin dall'inizio, è anche il contributo delle minoranze religiose (protestante, valdese, israelita), tratto caratteristico che distinguerà l'universo cremazionista nel corso della sua storia.
Nella seduta del 21 giugno 1882 il Consiglio comunale approva la delibera della Giunta che prevede la concessione di "quell'area che verrà meglio riconosciuta adatta nel Camposanto Generale".
Confortata da una raccolta di 3000 firme, la Società per la Cremazione di Torino nasce il 6 aprile 1883, e nomina suo primo presidente Ariodante Fabretti. La sua figura carismatica rappresenta all'interno del progetto cremazionista una tradizione laica che affonda le sue radici nel processo risorgimentale e nel mondo del libero pensiero.
Perugino di nascita, mazziniano, Fabretti ha fatto parte - diventandone tra l'altro segretario - della Assemblea costituente della Repubblica romana. Giunto esule a Torino ha continuato tra mille difficoltà i suoi studi di archeologia e sugli antichi idiomi italici; nel 1858 è stato nominato assistente presso il Museo Egizio e delle Antichità, di cui avrebbe poi assunto la direzione dal 1872. Chiamato nel 1860 a occupare la cattedra di archeologia presso al facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Torino, Fabretti decide di stabilirsi definitivamente nella città subalpina, pur conservando stretti legami con Perugia dove è stato innumerevoli volte candidato della sinistra democratica per l'elezione in Parlamento (è stato eletto nella XIII legislatura).

Nel 1886 viene stipulata la prima convenzione con il Comune di Torino per la concessione dell'area del Tempio Crematorio presso il Cimitero Monumentale e per l'esercizio della cremazione.
All'inaugurazione ufficiale del Tempio, tenutasi il 17 giugno 1888, partecipano ben 43 società e associazioni popolari, nonché una folta rappresentanza istituzionale, composta dal Sindaco, da assessori e consiglieri comunali e provinciali e dal delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri, il professor Luigi Pagliani, Direttore della Sanità pubblica (carica corrispondente all'attuale Ministro della Sanità), ed ispiratore della legge del 22 dicembre 1888, che avrebbe dopo pochi mesi introdotto ufficialmente la cremazione nel nostro ordinamento giuridico.
La Società per la Cremazione viene eretta Ente Morale con Regio Decreto del 25 febbraio 1892. Dopo la morte di Ariodante Fabretti, avvenuta nel 1894, assume la presidenza Tommaso Villa (1895-1901), prestigioso avvocato del Foro torinese, Ministro dell'Interno e poi di Grazia e Giustizia e Culti e successivamente .Presidente della Camera dei Deputati, Presidente delle Esposizioni di Torino e infine Senatore del Regno.

Alla presidenza Villa segue quella di Luigi Pagliani (1902 - 1932) che in un trentennio, segnato dalla Grande Guerra, porta la Società per la Cremazione ad un considerevole sviluppo, raggiungendo la quota di 1900 Soci attivi alla fine del 1925.
L’attività della SOCREM di Torino prosegue ininterrottamente anche durante il ventennio fascista, nonostante le difficoltà finanziarie, le restrizioni delle libertà imposte dalla dittatura, l’opposizione alla pratica della cremazione da parte della Chiesa cattolica, i vincoli del Concordato tra la Chiesa e lo Stato, fino agli anni bui della seconda guerra mondiale, che rendono difficoltosa anche solo l’organizzazione delle assemblee e la partecipazione dei Soci, a causa delle incursioni aeree e degli sfollamenti.
È proprio in quegli anni che si registra un relativo ampliamento della base sociale: sono operai, artigiani, appartenenti ai ceti popolari a scegliere la cremazione, spesso anche come manifestazione d’opposizione al regime (almeno per quanto emerge dalle testimonianze raccolte in ambienti antifascisti, in una sorta di trasmissione generazionale ininterrotta che coinvolge padri e figli).
Il mantenimento, pur con grandi rischi, dei funerali civili accompagnati dalla cremazione, è uno dei connotati che in quel periodo contraddistinguevano un antifascismo più esistenziale che politico.
Tra il 1926 e il 1948 vengono effettuate 1520 cremazioni. Alla morte di Luigi Pagliani, dopo una breve presidenza di Francesco Abba (1932 - 1939), medico e allievo di Pagliani, la SOCREM viene diretta, nel difficile periodo bellico e negli anni della ricostruzione da Michele Berardelli (1940 - 1961).
Gli succede Emilio Bachi (1961-1990).
L’idea cremazionista riceve un impulso anche per la svolta operata dalla Chiesa. Nel 1963, infatti, il Santo Uffizio abolisce definitivamente il divieto alla cremazione, con questa motivazione: «L’abbruciamento del cadavere, come non tocca l’anima e non impedisce alla onnipotenza divina di ricostruire il corpo, così non contiene, in sé e per sé, l’oggettiva negazione di quei dogmi».
I profondi mutamenti avvenuti all’interno della società italiana, con il passaggio ad un’economia fortemente industrializzata e l’esodo massiccio verso le aree metropolitane del nord, attribuiscono un’ulteriore forza al processo di modernizzazione e laicizzazione dei costumi e della cultura. I segni di questa svolta sono visibili anche nel progressivo incremento del numero delle persone che, tra gli anni Sessanta e la fine degli anni Ottanta, si iscrivono alla SOCREM (nel 1988 i Soci superano le 13.000 unità, con circa 600 cremazioni all’anno).

Nel 1990 assume la presidenza Luciano Scagliarini, che ha mantenuto la carica ininterrottamente fino al 2001. In questi anni l'attività della SOCREM è segnata da uno sviluppo.
Tra il  1990 e il 2001 il numero dei Soci si  triplica, raggiungendo quota 37.000. Nel 2000 le cremazioni dei residenti a Torino hanno rappresentato il 23% dei funerali destinati ai cimiteri cittadini.

sigillo d'argento del Comune di TorinoNel 1991 la città di Torino, per sottolineare l’importanza dell’opera svolta dalla SOCREM, conferisce alla Associazione il Sigillo d’argento, a testimonianza delle benemerenze civiche acquisite nel corso di oltre 100 anni di attività "a favore della cittadinanza torinese, in proficua collaborazione con la Civica Amministrazione". I notevoli mutamenti avvenuti all'interno della società italiana nell'ultimo decennio del Novecento hanno determinato un forte processo di modernizzazione e di trasformazione dei costumi. Questo processo è certamente dovuto all'azione delle Civiche Amministrazioni ma anche  al movimento cremazionista italiano  ed in  particolare all'azione della SOCREM di Torino, che fin dal 1991 ha puntato sulla cultura, dando vita a numerose iniziative. La storica associazione si è dotata di mezzi di intervento e di comunicazione, decidendo di operare anche nel settore della divulgazione culturale e scientifica in vari modi quali la pubblicazione di libri e opuscoli, la realizzazione di convegni, conferenze, dibattiti, concerti, rappresentazioni, manifesti murali, ecc... Nel 1993 istituisce il Centro Studi Ariodante Fabretti, cui collaborano studiosi e docenti universitari, che negli anni attraverso una robusta attività di ricerca,si è segnalato per una vivace iniziativa editoriale che ha portato alla pubblicazione di testi storici, avviando - nel 1998 - una storia della cremazione, fino ad allora assente dal panorama bibliografico italiano. 
Nel 1995 la SOCREM pubblica la rivista CONFINI e il notiziario SOCREM NEWS,  che nel 2000 raggiungono 37.000 copie di tiratura, e che vengono distribuiti gratuitamente ai Soci. La rivista è una fonte preziosa di informazioni sul panorama  cremazionista italiano e il notiziario è un  canale di comunicazione tra i Soci e la loro organizzazione. 
Con il sempre maggior sviluppo della cremazione la SOCREM ha saputo anche ridisegnare il suo ruolo, per  mantenersi al passo con l'evolversi della situazione e della realtà sociale. Il concetto forse un po' romantico e poetico dell'apostolato laico, pur se esercitato con passione, entusiasmo e professionalità, non era più sufficiente. Bisognava guardare avanti e la storica associazione ha avuto la determinazione e il coraggio di rinnovarsi. Oltre al completo ammodernamento degli impianti, ha iniziato nel 1991 un vero e proprio processo di rifondazione, durato 5 anni. Il vecchio assetto interno, che risentiva ancora dell'impostazione originaria di "comitato promotore" e che era stato concepito per operare in una ristretta cerchia di Soci, è stato sostituito da nuove strutture organizzative e gestionali, flessibili e funzionali, all'altezza dei tempi e in grado di dare un servizio efficiente, attento e scrupoloso ai Soci e ai cittadini. 
Dal 1992 tutta l'area del Tempio Crematorio è dotata di decorazioni floreali e in quell'anno è realizzato il Giardino della Serenità, un'area verde con panchine, vialetti ed aiuole fiorite, costantemente curate. La SOCREM vuole così contribuire a fare in modo che le dimore dei morti non siano più luoghi di afflizione ma spazi dignitosi e sereni, luoghi di riflessione che favoriscano il dialogo con lo scomparso.
Fin dal 1994 la SOCREM ha pensato e realizzato un Rito del Commiato per venire incontro alle esigenza dei parenti, nei loro sentimenti più intimi, indipendentemente dal rito religioso eventualmente già celebrato. è una cerimonia semplice e suggestiva, alimentata da vari elementi: la musica, le letture, l'elogio funebre, il silenzio, i gesti di addio. Emotivamente densa  e ricca di calore e di solidarietà, ha lo scopo di dare la possibilità alla famiglia di ricordare le qualità umane dello scomparso, quelli che sono stati i valori di riferimento nella sua vita,per tutelare la sua dignità e per dare ai famigliari la possibilità di metabolizzare il dolore della perdita. Senza questo Rito la cremazione, che in quegli anni iniziava ad affermarsi, rischiava di diventare una pratica asettica, freddamente tecnologica, mortificando la dignità del defunto e il dolore dei parenti. Sull'esempio della SOCREM di  Torino, il Rito del Commiato si sta ora praticando anche in altri crematori italiani. 
Nel 1996 la struttura organizzativa interna della Società per la Cremazione di Torino viene ulteriormente adeguata ai sempre più impegnativi compiti che l’attendono. Vengono infatti decentrati e affidati ad una società unipersonale (partecipata al 100% dalla SOCREM di Torino) alcuni problemi (tecnici, amministrativi, finanziari, fiscali, ecc.) non direttamente connessi ai compiti istituzionali. Con questo nuovo assetto - fortemente voluto da Luciano Scagliarini - più idoneo alle dimensioni assunte in questi anni, la storica associazione, maggiormente concentrata nel suo tradizionale ruolo, guarda al futuro con tranquillità e prosegue il suo ultracentenario cammino per l’affermazione dell’idea cremazionista, con gli stessi fini etici e umanitari che ispirarono i suoi fondatori. 
Nel 1999 la SOCREM fa confluire il suo Centro Studi nella Fondazione Ariodante Fabretti, costituita con l'Università di Torino, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e il Comune di Torino. Questa Fondazione è attualmente un punto di riferimento - a livello europeo - sulla morte e i riti funebri nella società contemporanea.

Nel 2002 assume  la presidenza Piero Ruspini.
Nei primi anni del suo mandato si consolidano le linee di sviluppo già impostate in precedenza.
Il numero dei Soci arriva a circa 40.000 nel dicembre 2005, mentre continua il trend crescente delle cremazioni dei residenti a Torino che superano ora il 40% dei funerali cittadini.
Si rafforza il rapporto di collaborazione tra la Città e la SOCREM, i cui effetti di affidabilità ed efficienza si ripercuotono sull'intera collettività cittadina.

Nel 2013 assume la presidenza Giovanni Battista Pollini.

I Presidenti della Società per la Cremazione di Torino:
Ariodante FABRETTI (1883 - 1894)
Tommaso VILLA (1895 - 1901)
Luigi PAGLIANI (1902 - 1932)
Francesco ABBA (1932 - 1939)
Michele BERARDELLI (1940 - 1961)
Emilio BACHI (1961 - 1990)
Luciano SCAGLIARINI (1990 - 2001)
Piero RUSPINI (2002 - 2012)